La Mia Storia

Elio cowboy sulla Gibb River Road La mia storia
Il sottoscritto, pronto a cacciare coccodrilli lungo la Gibb River Road (Western Australia)

La mia storia inizia a San Benedetto del Tronto, in Italia, e attraverso un giro lunghissimo arriva fino all’Australia, passando per Bologna e per la Spagna.

Sono un farmacista frustrato e uno scrittore fallito, ma un viaggiatore appassionato. Accompagnato da una mappa sbiadita e da una fotocamera troppo costosa e troppo ingombrante vi porto in giro fra strade polverose e angoli di mondo più o meno conosciuti. Pur avendo girovagato un bel po’ non vedo ancora di buon occhio le autostrade a pagamento o le fette d’ananas adagiate su una pizza, ma ci sto lavorando su.

Parlo italiano, inglese e spagnolo, ma scrivo bene solo con la prima; il mio sogno nel cassetto è di diventare romanziere.

Ora vi racconto un po’ della mia storia, e di come ho lasciato un posto di lavoro sicuro per rincorrere il mio sogno e cercare di guadagnarmi da vivere scrivendo di viaggi e di posti lontani su questo blog.

Nasco nel 1988 a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, una vivace cittadina di cinquantamila anime sul Mare Adriatico; la “Rimini dei poveri” come piace chiamarla a qualcuno di noi. E sì che la vera Rimini a me non è nemmeno mai piaciuta.

Dopo un’adolescenza da sbandato passata a gozzovigliare con gli amici tra pinete e spiagge e attività più o meno lecite e salutari, porto a termine gli studi classici presso il Liceo G. Leopardi, prima di inscrivermi, nel 2009, all’Alma Mater Studiorum di Bologna. Tutto bellissimo eccezion fatta che, terminato il liceo, non ho una mezza di idea di quello che sarà il mio percorso universitario e di vita. Sotto le pressioni familiari di diventare il “classico qualcuno” , dapprima sfioro l’iscrizione alla Facoltà di Giurisprudenza ma poi, salvato all’ultimo da mia sorella, viro per Lingue e Letterature Straniere, con indirizzo di studio inglese, spagnolo e portoghese. Lì duro addirittura due settimane; travolto dalla vita universitaria che il capoluogo emiliano sa offrire perdo lezioni su lezioni fino a che decido di prendermi una pausa di riflessione di qualche mese (eh si, ci voleva…). L’anno accademico sembra già compromesso e il mio rapporto con i libri giunto al capolinea quando, complice la presenza di un mio caro amico, decido a sorpresa di iscrivermi alla Facoltà di Farmacia. Sembra, a primo impatto, una scelta folle: cinque anni pieni zeppi di chimica e biologia, farciti a sprazzi da qualche esame di fisica e matematica qua e là. Folle, per me che vengo da un indottrinamento di stampo prettamente classico. Eppure, a sorpresa, resto affascinato da quello che tutt’ora considero una delle espressioni più incredibili e magnificenti che la natura c’abbia regalato: il corpo umano.

Macinando esami su esami, anno dopo anno, mi laureo farmacista nel 2015 a pieni voti, risvegliando l’orgoglio ormai assopito di mio padre.

PERÒ!…sì c’è un però

Il 2013 e il 2014 sono anni importanti per me, in quanto aderisco al progetto Erasmus (periodo di studio o tirocinio all’estero, presso un’altra università europea) trascorrendo rispettivamente sei mesi a Siviglia e sei mesi a Madrid. L’anno in Spagna, oltre a donarmi la capacità di comprendere ed interagire in lingua spagnola, mi apre le porte all’infinito potenziale del mondo che mi circonda: oltre i confini italici c’è tutto un pianeta di possibilità che aspetta solo di essere conosciuto e afferrato!

Sia ben chiaro: avevo già effettuato numerosi viaggi in Europa, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, la stessa Spagna, Albania, Repubblica Ceca, Slovacchia. Ma mai, mi ero tuffato a capofitto in un’esperienza così, da solo, immergendomi completamente in una nuova cultura così lontano da casa.

Le difficoltà all’inizio non sono mancate: nuova lingua, nuove amicizie, nuovi orari (in Spagna è tutto spostato di almeno una, due ore rispetto all’Italia), nuovo tutto. La paura, appena atterrato, c’era eccome! Ma poi il cocente sole sivigliano e l’instancabile movida madrileña hanno pian piano messo a posto le cose.

Elio a Madrid, presso la Farmacia Doctor Laguna La mia storia
Un giovanissimo me tantissimi capelli fa, mentre veniva intervistato a tradimento dall’jefe della farmacia di Madrid.

E così, dopo un anno trascorso tra la Universidad de Sevilla e un tirocinio di tre mesi presso la Farmacia Doctor Laguna di Madrid, due road trip alla scoperta del Sud e del Nord della Spagna e infinite conoscenze di persone provenienti dalle più svariate parti d’Europa, me ne torno in Italia per completare i miei studi universitari. Dapprima preda della classica depressione post-Erasmus, mi rendo presto conto come quell’esperienza fosse stata solo l’inizio e come abbia risvegliato in me una sete di conoscenza che faccio fatica a tenere a freno. Quell’esperienza mi aveva “rovinato” la vita.

Parto subito per nuove avventure, tre nuovi road trip, due in Italia (Toscana e Veneto) e uno in Irlanda e Irlanda del Nord. Finita l’Università nel 2015, con grande felicità della mia famiglia che aveva sborsato fior di quattrini per farmi studiare e diventare quel Signor Qualcuno di cui parlavamo, la prima cosa che faccio è cercare lavoro in una bella e ospitale farmacia recarmi in Questura per richiedere un passaporto, il primo passo verso il mio più grande sogno: la Terra Australe.

MA!…altro ma

Complice la mancanza di fondi e preso dalla paura del salto nel vuoto in un’avventura così lontana da casa , tentenno nell’acquistare il biglietto di solo andata che mi avrebbe portato dall’altro capo del mondo fino a che, all’arrivo della proposta di lavoro da parte di una grossa multinazionale farmaceutica, decido di mettere da parte il mio grande viaggio e tuffarmi nel mondo del lavoro; dopo un fantastico stage a cinquecento euro al mese durato sei mesi, trascorro tre frenetici anni a lavorare come farmacista in una delle farmacie più grandi di Europa, la Farmacia Centrale di Bologna.

Di quell’esperienza ricordo i turni infiniti, gli orari sballati, i weekend inesistenti, le notti passate dietro la finestrella a vendere siringhe a tossicodipendenti e preservativi a giovani rampanti. Dopo tre anni in quel mondo ero completamente svuotato, sia mentalmente che fisicamente. Soffrivo di insonnia, ero infelice e privo di motivazioni; ero appena uscito da una relazione di due anni con una ragazza sicché, anche sentimentalmente, ero a pezzi. E così, quando un bel giorno di Aprile l’allora direttrice in carica della Farmacia Centrale mi ricompensò di tutti i sacrifici compiuti con la proposta di un contratto indeterminato, sogno ambito della stragrande maggioranza di ragazzi italiani e non, declinai gentilmente la proposta, con nuovamente in mente il mio sogno precedentemente accantonato. Negli ultimi mesi avevo parlato spesso con uno dei miei migliori amici che, da sette anni ormai viveva a Brisbane, in Australia, e che, lentamente, mi aveva convinto poco a poco a cambiare vita. Oltre a questo, c’era da tenere in considerazione che all’epoca avevo trent’anni, il che significava ultimo treno per accaparrarsi il Working Holiday Visa, il visto “migliore” per chi vuole trascorrere un anno di lavoro e vacanza in Australia.

Pur non rimpiangendo gli anni trascorsi in farmacia durante i quali ho conosciuto tantissime persone (molte delle quali sono ancora miei cari amici), imparato moltissime nozioni, vissuto scene anche surreali, e senza togliere il fatto d’aver messo da parte un bel gruzzoletto (a mio modesto parere indispensabile per avere una vita più semplice una volta arrivati a destinazione), era arrivato il momento di partire. Salutata la famiglia nuovamente felice per quelle mie decisioni apparentemente sconsiderate, preparata la valigia e passaporto alla mano, mi avviai all’Aeroporto di Malpensa: biglietto di solo andata, scalo a Bangkok e destinazione Brisbane, Queensland; AUSTRALIA.

Passaporto italiano e biglietto per l'Australia
L’amico passaporto e un viaggio di sola andata per la felicità!

Nonostante le mille difficoltà, la lingua, ma anche il fatto che non avessi mai lavorato in vita mia nel campo dell’hospitality (cameriere, barista, etc…) che generalmente è l’impiego salvagente per chi sceglie di cambiare vita e trasferirsi in un paese estero, nonostante tutto questo sono riuscito a integrarmi perfettamente nella vita australiana, tant’è che sono ancora qui. La mia insonnia è sparita, ho imparato l’inglese, ho conosciuto miriadi di culture e persone provenienti da tutte le parti del mondo, mi sono messo in gioco mille volte, spesso con risultati positivi ma a volte fallendo miseramente, ma sempre con la voglia di andare avanti e provarci di nuovo. E cosa più importante di tutte: ho trovato la pace in me stesso.

E posso dirti, senza dubbio, che è stata la decisione migliore della mia vita.